Perchè votare alle elezioni europee? Post 1: Unione Europea, lotta al cambiamento climatico e crescita dell’economia

Il 26 maggio prossimo si terranno in Italia le elezioni per il Parlamento dell’Unione Europea. Tra il 23 e il 26 maggio 2019 più di 400 milioni di cittadini dell’Unione avranno infatti la possibilità di votare per scegliere i propri rappresentanti e potranno così contribuire a disegnare il futuro di tutti.

Non so quali siano le vostre opinioni sull’Unione Europea e sulle sue istituzioni, ma se vi interessate almeno un pochino di ambiente ed energia forse vi può far piacere sapere qualcosa di più su cosa ha fatto l’Unione Europea negli ultimi anni su questi temi e su come queste scelte apparentemente così lontane hanno toccato la nostra vita.

Dato che ormai manca poco al grande giorno delle elezioni, ho pensato di proporvi alcuni piccoli post per esplorare le decisioni prese, i risultati raggiunti e gli obiettivi mancati dall’Unione Europea. Vorrei concentrarmi soprattutto sugli ultimi 10 anni, cioè sul ciclo di vita degli ultimi due Parlamenti europei. Non mancherà tuttavia qualche incursione negli anni precedenti.

Cominciamo dalle buone notizie

Nel post di oggi vorrei proporvi una riflessione generale che, per una volta, ci permette un po’ di ottimismo e ci fa venire, spero, ancor più voglia di darci da fare per il futuro.

Nella figura sotto trovate l’andamento delle emissioni di gas serra nell’Unione Europea tra 1990 e 2016. In questi 26 anni:

  • Il totale delle emissioni nell’Unione Europea è diminuito di più del 22%
  • Il prodotto interno lordo, che misura il valore delle economie dei paesi membri, è aumentato complessivamente del 58% [1].

I paesi membri dell’Unione Europea devono fare ancora molto, moltissimo, nella riduzione delle emissioni di gas serra, sia a livello nazionale sia, a livello internazionale, come supporto e punto di riferimento per i paesi meno avanzati. Questi dati ci mostrano però che, contrariamente a quanto molti pensano, una crescita economica pulita non è solo indispensabile, ma è anche possibile!

EEA_Emissioni_UE_1990-2016
Emissioni di gas serra dell’Unione Europea e dell’Islanda dal 1990 al 2016, misurate in milioni di tonnellate di CO2 (i gas serra diversi dalla CO2 sono “trasformati” in CO2 tenendo conto del loro impatto in termini di riscaldamento globale). Fonte: [2]

Vi sembra un risultato scontato? Non è proprio così

A leggere questi risultati si potrebbe pensare che tutti i paesi industrializzati abbiano raggiunto risultati ugualmente positivi, ma non è proprio così. La figura qui sotto riporta il totale delle emissioni di gas serra negli Stati Uniti tra 1990 e 2017.

In questi 27 anni le emissioni degli Stati Uniti non sono diminuite. Fino al 2007, infatti, gli USA hanno continuato ad emettere ogni anno di più, e una prima riduzione delle emissioni annuali di gas serra si è osservata soltanto a partire dal 2008. Alla fine del 2017 le emissioni di gas serra erano ancora leggermente più alte di quelle del 1990: una situazione ben diversa da quella che abbiamo visto per l’Unione Europea.

EPA_Emissioni_USA_1990-2017
Emissioni di gas serra negli Stati Uniti d’America dal 1990 al 2017. In questa figura trovate anche il dettaglio del tipo di gas serra emesso. Come nella figura precedente, però, tutti i vari gas serra sono convertiti in milioni di tonnellate di CO2 tenendo conto del loro impatto in termini di riscaldamento globale. Fonte: [3]

Sono i politici a decidere, ma siamo noi a votarli e a mandare un segnale!

Confrontando le due figure avete pensato che mi piace vincere facile?

E’ vero che gli Stati Uniti non sono, purtroppo, famosi per una particolare sensibilità rispetto all’ambiente. E’ vero che le istituzioni dell’Unione Europea non sono certo le uniche responsabili della crescita dell’economia e della riduzione delle emissioni: molto dipende dalle politiche dei governi nazionali e, soprattutto nel caso dell’economia, dalle tendenze in atto a livello mondiale.

Non dobbiamo però dimenticare che le istituzioni e le regole dell’Unione Europea offrono ai paesi membri uno spazio in cui confrontarsi, degli strumenti per collaborare, degli spunti, delle indicazioni e dei limiti per agire. Le politiche dell’Unione Europea e dei suoi paesi membri sono decise dai politici di questi stessi paesi che siedono nei parlamenti nazionali e nel Parlamento Europeo. A questi politici tutti noi, come cittadini, possiamo mandare un segnale forte, perchè continuino ad agire con sempre maggiore decisione per evitare le conseguenze disastrose di un clima completamente impazzito.

Il 26 maggio abbiamo l’occasione di farlo: non sprechiamola!

 

 

[1] “Fourth report on the state of the Energy Union“, cioè “Quarto rapporto sullo stato dell’Unione dell’Energia” pubblicato dalla Commissione Europea il 9 aprile 2019. I dati riportati sono presi dalla pagina 3

[2] Rapporto annuale sulle emissioni di gas serra nell’Unione Europea pubbicato nel 2018 dalla EEA, l’Agenzia Europea dell’Ambiente. La figura è presa dalla pagina III

[3] Inventario delle emissioni di gas serra negli anni 1990-2017 pubblicato nel 2019 da EPA, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente. La figura è presa da pagina 4 dell’Executive Summary.

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