Energia pulita, economica, sicura… ma cosa vogliono le persone?

Buongiorno a tutti! Oggi l’Opzione Verde riprende finalmente a scrivere dopo un lungo silenzio. Negli ultimi mesi, in effetti, mi sono dedicata anima e corpo alla mia tesi di dottorato e nella mia testolina non c’era molto spazio per altri pensieri!

Sull’onda dell’entusiasmo per la difesa della tesi, oggi vorrei raccontarvi qualcosa del tema di cui mi sono occupata come ricercatrice negli ultimi anni: quali sono le preferenze delle persone rispetto alle diverse fonti di energia disponibili per generare elettricità, oppure rispetto a variazioni nel costo e nell’affidabilità della propria fornitura di energia?

Le opinioni e le preferenze dei cittadini sono importanti per disegnare il sistema energetico del futuro

Negli ultimi anni, in effetti, le preferenze delle persone rispetto ai temi dell’energia e della sostenibilità sono diventate sempre più importanti per gli studiosi. Ci si è accorti, infatti, che è fondamentale capire cosa pensano i cittadini dei diversi impianti che si possono usare per l’approvvigionamento di energia, quanto sono attenti al prezzo dell’energia stessa, qual è il danno che subiscono se si verifica un blackout, quanto pensano sia importante essere autosufficienti a livello nazionale o locale per i proprio consumi, e così via. Capire il punto di vista delle persone è utile sia per prevenire l’opposizione rispetto a nuove infrastrutture, sia per progettare la transizione ecologica in modo più conforme alle aspettative e alle priorità dei cittadini, dei consumatori e delle comunità. Anche le aziende attive nel settore energetico hanno iniziato pian piano a rendersi conto che individuare le soluzioni o i contratti più attraenti per i diversi tipi di consumatori di energia è molto utile in un mondo in cui la competizione tra fornitori è molto forte e gli impianti rinnovabili di piccola scala o le tecnologie per l’efficienza energetica sono sempre più accessibili anche ai piccoli consumatori.

La mia ricerca: gli Svizzeri e la transizione energetica

Il progetto di ricerca di cui mi sono occupata negli ultimi anni andava proprio in questa direzione: mi sono infatti occupata di misurare le preferenze dei residenti in Svizzera rispetto a cinque fonti alternative da usare per produrre elettricità e rispetto al rischio di subire blackout più frequenti.

L’idea di questa ricerca è nata perchè la Svizzera ha adottato già da alcuni anni un piano di lungo periodo per il settore energetico che prevede di dismettere tutte le centrali nucleari e sostituirle con nuovi impianti basati su energie rinnovabili, continuando però a garantire una fornitura di elettricità sicura e ragionevolmente economica. La mia analisi doveva supportare le decisioni sui nuovi investimenti valutando l’atteggiamento dei cittadini rispetto alla generazione nucleare, idroelettrica, solare, eolica oppure rinnovabile in generale e misurando il valore che i cittadini attribuiscono all’assenza di blackout. In questo contesto era particolarmente importante, inoltre, capire anche quali sono i fattori che possono influenzare le preferenze e le decisioni dei cittadini e quantificare il loro ruolo.

Come si fa a indagare le preferenze delle persone e i fattori che le influenzano?

Per rispondere a queste domande ho sviluppato un questionario, che ho distribuito on-line a poco più di 1’000 persone residenti nelle regioni svizzere di lingua francese e tedesca. Le domande del questionario riguardavano caratteristiche delle persone come età, genere, livello di istruzione e abitudini di consumo, ma anche opinioni e attitudini individuali rispetto a problemi legati al mondo dell’energia e della sostenibilità. Alla fine del questionario i partecipanti erano inoltre chiamati a esprimere la propria preferenza rispetto ad alcune opzioni di fornitura di elettricità per la propria abitazione. Queste opzioni erano caratterizzate da diversi livelli di prezzo e affidabilità e da una diversa fonte usata per generare l’elettricità.

Applicando dei modelli statistici appositi ai dati raccolti sono riuscita a:

  • Misurare le preferenze delle persone rispetto a variazoni del prezzo, della sicurezza e dell’origine della propria fornitura di elettricità,
  • Identificare delle tendenze specifiche collegate alle caratteristiche delle persone: l’età, il genere, l’abitudine a risparmiare energia, l’uso di energia rinnovabile nella propria casa, la familiarità con il mondo dell’energia, ma anche alcuni atteggiamenti psicologici come la sensibilità ambientale, la fiducia verso alcune tecnologie, la disponibilità al cambiamento.

I risultati: l’elettricità non è tutta uguale!

Per me è stato particolarmente interessante rendermi conto che nonostante l’elettricità sia, tecnicamente, un bene indifferenziato e relativamente poco costoso, le persone attribuiscono una discreta importanza non solo al costo della fornitura, ma anche ad aspetti qualitativi come l’origine e la sostenibilità dell’energia. Non solo: le persone sono spesso disposte ad accettare un prezzo leggermente più alto o un piccolo rischio di blackout pur di avere una fornitura che percepiscono come più ecologica.

Le preferenze dipendono molto da atteggiamenti psicologici e consapevolezza

E’ stato anche molto interessante per me scoprire che gli atteggiamenti psicologici e la consapevolezza hanno un impatto sulle scelte individuali paragonabile a quello di variabili come l’età e il genere.

Un’elevata sensibilità ambientale, per esempio, da un lato è strettamente associata a una più alta probabilità di scegliere una fornitura rinnovabile, dall’altro è più frequente tra persone che non hanno una grande familiarità con gli aspetti più tecnici della fornitura di energia. E’ importante, quindi, che le autorità si assicurino che le offerte di fornitura “verde” siano effettivamente più sostenibili, perchè alcuni consumatori potrebbero sceglierle spinti più dalla volontà di fare qualcosa di buono che da un’effettiva valutazione dell’impatto ambientale.

Dall’altra parte, i consumatori più informati sugli aspetti tecnici della fornitura e del consumo di energia e più ottimisti rispetto ai rischi di possibili incidenti tendono ad accettare più facilmente fonti non rinnovabili, come l’energia nucleare nel caso svizzero. Questo suggerisce che una corretta informazione può essere molto utile per facilitare l’accettazione di impianti tipicamente percepiti come pericolosi, che potrebbero essere necessari nella fase di transizione verso un sistema energetico diverso.

Anche l’atteggiamento delle persone verso la transizione energetica in generale o, nel caso svizzero, la scelta di uscire dalla generazione nucleare può essere molto importante nel determinare le scelte individuali in materia di energia. Nella mia analisi, per esempio, ho identificato un gruppo di consumatori che seppur molto favorevoli all’uscita dal nucleare non sarebbero assolutamente pronti ad accettare un aumento del rischio di blackout, un gruppo che invece sarebbe pronto ad accettare un piccolo aumento del rischio di brevi blackout pur di evitare di intraprendere la transizione energetica, ed un piccolissimo gruppo di ferventi sostenitori della generazione solare disposti ad accettare un piccolo aumento del rischio di blackout anche lunghi pur di dismettere per sempre le centrali nucleari.

I cittadini sono parte attiva del cambiamento

Il messaggio che mi sembra di poter trarre dalla mia ricerca è che le persone possono e spesso vogliono essere parte attiva del cambiamento verso un sistema energetico pulito, come consumatori attivi nella scelta, come cittadini con diritto di voto e come membri delle comunità. Se però pensiamo a quanto poco siamo informati, oggi, sulla composizione della bolletta elettrica, sulle alternative di fornitura disponibili sul mercato libero, sul peso delle diverse fonti di energia sul totale dei consumi nel nostro paese e così via, salta subito all’occhio che forse le istituzioni e le aziende dovrebbero fare qualcosa di più per comunicare correttamente con le persone e per capire cosa queste vogliono e perchè.

Negli ultimi anni istituzioni e ricercatori ben più autorevoli di me hanno più volte sottolineato che è fondamentale che i cittadini siano coinvolti nella trasformazione del sistema energetico: è proprio il momento, allora, di mettere i cittadini al centro e aiutarli ad essere parte attiva di questo processo. Una transizione ecologica a misura di individuo è probabilmente più rapida, più efficiente e più piacevole!

Per chi volesse saperne di più, i primi due capitoli della mia tesi sono pubblicati qui e qui… il terzo capitolo è, si spera, in via di pubblicazione! 🙂

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