Perchè il prezzo del gas scende in estate?

Dopo tanti post a tema sostenibilità, il post di oggi è dedicato a un argomento abbastanza diverso: il prezzo del gas metano. Il metano in realtà non è proprio il migliore amico dell’ambiente: quando viene bruciato, infatti, libera nell’ambiente una discreta quantità di gas serra. D’altra parte il metano è ancora molto usato, in Italia e altrove, per il riscaldamento, per la cucina e per diverse attività industriali. E’ utile, quindi, capire un po’ meglio da dove arriva e come si forma il suo prezzo.

L’idea di questo post mi è venuta perchè qualche giorno fa ARERA, l’ente che si occupa di monitorare e regolare i mercati dell’energia in Italia, ha aggiornato le tariffe regolate del gas metano per il trimestre luglio-settembre 2020: il risultato dell’aggiornamento è stato una riduzione del prezzo del gas, e quindi della bolletta per i consumatori.

Non so se ci avete fatto caso, ma ci sono due tipi di reazioni che, puntuali come l’arrivo delle nuove collezioni di abbigliamento e scarpe nei negozi, accompagnano la notizia degli aggiornamenti trimestrali dei prezzi da parte di ARERA:

  1. Commento Primavera/Estate: “Ecco, per forza, abbassano i prezzi proprio adesso che consumiamo poco!!!” – Presente in tutti i nostri negozi nei trimesti aprile-giugno e luglio-settembre;
  2. Commento Autunno/Inverno: “Ma lo fanno apposta! Adesso che ci serve più gas alzano i prezzi!!!” – Disponibile per l’acquisto nei trimestri ottobre-dicembre e gennaio – marzo.

Ma insomma, lo fanno apposta?

In realtà aumenti e diminuzioni non vengono decisi da ARERA con perfidia e malvagità… o almeno non sempre, dai! 🙂 Ci sono alcuni motivi oggettivi per cui il prezzo del gas è, generalmente, più alto in inverno e più basso in estate [1].

Il prezzo del gas nella bolletta, un po’ come il prezzo dell’elettricità (ne abbiamo parlato qui e qui) è costituito da tanti mattoncini: il costo della materia prima, il costo del trasporto e dello stoccaggio, più una serie di altri oneri e tasse [2]. Gli aggiornamenti trimestrali pubblicati da ARERA sono in genere legati alle variazioni del costo della materia prima: per fare questo calcolo ARERA deve usare una formula ben precisa, che prende a riferimento il prezzo del gas sul principale mercato all’ingrosso in Europa, il TTF olandese [3].

Al TTF, ma anche negli altri mercati all’ingrosso che esistono in diversi paesi europei, i produttori e gli importatori di gas e le società che riforniscono i consumatori finali comprano e vendono il gas necessario a soddisfare in qualsiasi momento la domanda dei cittadini e delle imprese. Il gas si può scambiare a pronti o a termine, cioè con consegna immediata o tra qualche mese. Come potete immaginare, le società che riforniscono i clienti finali non comprano tutto all’ultimo minuto, ma si assicurano le forniture con un certo anticipo per evitare di rimanere a secco, e poi eventualmente scambiano piccoli quantitativi all’ultimo minuto per aggiustare la propria disponibilità. Le società più grosse hanno addirittura dei contratti di importazione di lungo periodo, per la durata di diversi anni, il cui prezzo viene aggiornato tenendo conto dei prezzi sui mercati del gas naturale, come il TTF, e dei prezzi di alcuni altri combustibili fossili [4].

Perchè allora il costo del gas sale in inverno e scende in estate? Perchè la domanda è variabile…

Qui arriva il punto interessante. La domanda di gas è stagionale: sale, e molto, in inverno, e scende in estate. Nella figura qui sotto trovate l’andamento della domanda di gas in Italia dal 2014 al 2019 [5]: vedete che nei mesi invernali il consumo aumenta sempre, con un picco intorno a gennaio?

Domanda_gas_Italia

Questo accade, ovviamente, perchè tutti noi consumiamo di più nei mesi più freddi, principalmente per scaldarci e per scaldare l’acqua di casa. L’aumento dei mesi invernali non è un fenomeno tipicamente italiano, ma si osserva in praticamente tutti i paesi del nostro emisfero, ed è più marcato dove si usa di più il gas per il riscaldamento.

…Ma l’offerta è meno flessibile!

Il problema è che i gasdotti e i terminali di rigassificazione, cioè le infrastrutture con cui noi italiani e i nostri vicini di casa europei importiamo gas dai paesi produttori, non hanno una capacità variabile in inverno e in estate. Quando fa freddo, quindi, si può importare di più, ma entro un certo limite. Anche la produzione di gas, del resto, si può modulare, ma in misura limitata. Per questo motivo in Italia e negli altri paesi europei sono stati creati dei siti di stoccaggio, cioè delle scorte che nei mesi invernali ci aiutano a soddisfare la domanda di gas insieme alle importazioni via gasdotto e via nave [6].

Anche se le infrastrutture italiane ed europee sono ben calibrate e il rischio di rimanere a secco è minimo, potete immaginare come i mesi invernali siano un po’ delicati per gli importatori e i venditori di gas. L’Europa ha molti fornitori diversi e una piccola produzione interna di gas, ma tutto sommato questo combustibile tende ad arrivare da molto lontano… Insomma, c’è sempre un po’ di tensione per il rischio di qualche imprevisto.

I prezzi aumentano perchè l’inverno è un periodo delicato

Sono soprattutto gli acquisti a termine, cioè con consegna a qualche mese di distanza, a risentire della tensione che caratterizza i mesi invernali. In primavera e in estate, infatti, non si sa esattamente come andrà la domanda, quanto farà freddo, quali saranno i consumi delle industrie, se ci saranno problemi imprevisti nella produzione, etc. Per questo motivo gli acquisti di gas effettuati, per esempio, durante l’estate con consegna nei mesi invernali hanno spesso dei prezzi un po’ più alti degli acquisti effettuati durante l’inverno con consegna nei mesi estivi.

TTF

Nella figura qui sopra vedete proprio il fenomeno che ho appena descritto. La linea nera tratteggiata è il prezzo del gas preso a riferimento per la bolletta: la linea ci dice, per esempio, che a maggio 2019 il gas da consegnare nel trimestre luglio-settembre 2019 veniva scambiato a circa 15 centesimi di euro al metro cubo. La linea arancione ci indica invece il prezzo a cui veniva scambiato il gas con consegna immediata. Nei mesi di luglio, agosto e settembre 2019 il prezzo del gas con consegna immediata è stato, rispettivamente, di 10.9, 10.1 e 9.6 centesimi di euro al metro cubo. In effetti in questo specifico caso un ipotetico compratore all’ingrosso avrebbe risparmiato ad acquistare il gas all’ultimo momento… ma non sempre è così, e noi non vorremmo che il nostro fornitore ci lasciasse senza gas da un giorno all’altro, vero?

Ecco allora svelato l’arcano…

Ci sono molti fattori che influenzano il prezzo del gas sul mercato all’ingrosso. In generale, però, gli scambi con consegna a termine tendono ad avere prezzi più alti nei mesi invernali e più bassi nei mesi estivi. Ed ecco perchè, anche se ci sono delle tendenze di lungo periodo che non dipendono dalla stagione, il prezzo del gas nella bolletta tende a salire d’inverno e a scendere d’estate.

 

[1] Se scorrete i comunicati stampa di ARERA, che trovate qui, vedrete che, per esempio, dal 2017 a oggi il prezzo del gas è sempre aumentato nei mesi da ottobre a marzo, e diminuito nei mesi da aprile a settembre. L’unica eccezione in questa regolarità è il trimestre luglio-ottobre 2018, quando il prezzo è aumentato rispetto al trimestre precedente.

[2] Se siete interessati alla composizione del prezzo del gas per i consumatori finali, nel rapporto annuale di monitoraggio del mercato di ACER, un’agenzia dell’Unione Europea che coordina il lavoro dei regolatori dell’energia, trovate alcune informazioni su come si compone il prezzo del gas in Italia e in Europa: il rapporto si può scaricare qui e la figura che ci interessa è a pagina 19.

[3] Ogni volta che aggiorna le tariffe, ARERA pubblica una delibera in cui è indicata la formula usata per il calcolo. Nel caso dell’aggiornamento per il trimestre luglio-settembre 2020, per esempio, la delibera è questa.

[4] Siete curiosi di saperne di più su come si forma il prezzo all’ingrosso del gas naturale? Un documento utile e interessante è il rapporto 2019 di International Gas Union, che potete scaricare qui.

[5] La figura è realizzata usando i dati di Snam, che potete scaricare qui. Snam è la società che gestisce la maggior parte della rete italiana di trasporto del gas.

[6] Se vi interessa dare un’occhiata alle infrastrutture del gas naturale in Italia, nella figura qui sotto trovate una mappa dei gasdotti che trasportano il gas in Italia, dei terminali di rigassificazione per ricevere il gas via nave, e infine dei siti di stoccaggio attivi in Italia. La mappa è presa dal sito di ENTSOG, l’associazione europea dei gestori delle reti di gas: potete vedere le infrastrutture gas di tutta l’Europa! Trovate la mappa completa qui. Io ho selezionato l’area di nostro interesse e aggiunto i pallini e i rombi colorati per facilitare la lettura.

Infrastrutture_gas_Italia

 

 

 

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