Emissioni e trasporti: ciascuno di noi può fare la differenza

Qualche giorno fa abbiamo discusso di come le emissioni di gas a effetto serra legate ai trasporti siano purtroppo in crescita non solo nei paesi in via di industrializzazione, ma anche in quelli più ricchi. Questi ragionamenti generali ed astratti sono molto interessanti, ma a volte è utile considerare anche le nostre azioni individuali. Proprio per questo, oggi vorrei proporvi una riflessione sull’impatto che ciascuno di noi ha sull’ambiente con i propri spostamenti.

E dunque… procediamo! 🙂

A scanso di equivoci, vi lascio in fondo a questo articolo tutte le fonti che ho usato. Nel testo le trovate indicate di volta in volta con dei numerini tra parentesi quadre, ad esempio così: [1].

E’ possibile calcolare rapidamente le emissioni di un nostro viaggio in auto?

Sì, è possibile: le emissioni dei nostri viaggi dipendono da quanta benzina, gasolio o altro carburante consumiamo durante il viaggio.

Vi ho incuriositi? 🙂 Ecco a voi qualche numero [1]:

  • 1 litro di benzina = 2,3 kg di CO2
  • 1 litro di gasolio = 2,7 kg di CO2
  • 1 litro di combustibile per aerei = 3,15 kg di CO2

Tanto per avere un’idea: se normalmente fate un pieno di benzina alla settimana, diciamo un pieno di circa 40 litri, le emissioni di gas serra associate al vostro spostamento in auto sono circa 92 kg alla settimana, corrispondenti a circa 4’784 kg all’anno.

Se la vostra auto a benzina consuma circa 5 litri per percorrere 100 km, in quei 100 km voi emettete circa 11,5 kg di gas serra.

Ovviamente questo calcolo non include le emissioni legate alla costruzione della vostra automobile e delle sue parti di ricambio, nè le emissioni legate alla produzione e al trasporto del vostro carburante (ne abbiamo parlato qui e qui).

E per i voli aerei?

A meno che non siate degli esperti di aviazione, probabilmente per valutare le emissioni di un volo aereo avrete bisogno, come me, di affidarvi a uno dei calcolatori forniti dalle organizzazioni certificate che offrono la possibilità di compensare le proprie emissioni.

Io uso molto MyClimate, che è riconosciuto ufficialmente in Svizzera, dove vivo. Esistono però altri calcolatori di organismi affidabili: Treesforall.nl, organizzazione non governativa riconosciuta in Olanda, oppure Atmosfair.de, riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente della Germania, e molti altri.

Per quantificare le emissioni di un volo aereo questi calcolatori considerano in genere la distanza tra i due aeroporti, il carburante consumato da un aereo “medio” per coprire quella distanza, il peso medio del carico che l’aereo trasporta, e infine il numero di passeggeri che in media viaggiano su quel tipo di tratta. Nel caso dei viaggi aerei, inoltre, bisogna tenere presente che le emissioni di gas serra effettuate ad un’altitudine elevata hanno un effetto maggiore di quelle effettuate al suolo, anche se questo fenomeno non è ancora stato misurato con precisione [2].

A questo punto direi che possiamo fare un esempio scegliendo una meta che ci faccia sognare… che ne dite di un volo andata e ritorno da Milano a L’Avana, Cuba? 🙂

Usando i calcolatori che vi ho indicato sopra, ho scoperto che andare e tornare da Cuba in aereo causa emissioni per circa 2’500 – 4’200 kg di gas serra a passeggero. La variazione è dovuta al fatto che i diversi calcolatori fanno assunzioni leggermente diverse sulla rotta percorsa, su quanti posti a sedere sono occupati, e così via.

Queste emissioni sono troppe? Quanto possiamo emettere?

Alla maggior parte di noi i numeri riportati sopra dicono molto poco di per sè. 1000 kg di gas serra sono tanti o sono pochi? Quanto possiamo emettere per essere sicuri di poter fermare il cambiamento climatico?

La risposta è che purtroppo delle emissioni vicine ai 3000 o 4000 kg all’anno per persona sono troppe se vogliamo combattere il riscaldamento globale. L’obiettivo che dovremmo raggiungere è il cosiddetto “net zero”: questo significa che possiamo emettere una quantità di gas serra pari a quello che il pianeta riesce a smaltire, più quello che eventualmente possiamo compensare, per esempio piantando alberi oppure con i sistemi ingegneristici di cattura e stoccaggio del carbonio, oggi non disponibili su scala commerciale.

In questo post e in questo abbiamo parlato delle emissioni medie pro capite dei cittadini di alcuni paesi: le emissioni per persona nel 2017 erano, mediamente, di 7’300 kg di gas serra in Italia, di 8’800 kg nell’Unione Europea, di 5’600 kg in Svizzera [3]. Questi dati non tengono conto delle emissioni legate ai prodotti che importiamo dall’estero. Nonostante ciò, se paragonate questi dati con le emissioni legate ai voli aerei e agli spostamenti in auto, è abbastanza chiaro che l’impatto di un volo aereo o della scelta di usare l’auto anzichè il treno è molto, molto alto. In pratica con un solo viaggio di andata e ritorno da Milano a Cuba ci siamo giocati circa un terzo delle emissioni medie di un italiano in un anno, che sono comunque troppe rispetto ai limiti del pianeta!

Ma cosa possiamo fare?

Penso che essere consapevoli dell’impatto delle nostre azioni sia il primo indispensabile passo verso il cambiamento… e spero in questo di avervi aiutati un pochino. 🙂

Da un punto di vista pratico le soluzioni possibili sono:

  • Nel quotidiano sfruttare il telelavoro, andare a piedi o in bicicletta quando possibile, usare i mezzi pubblici, specialmente se elettrici, e cercare in generale di ottimizzare i propri spostamenti,
  • Per quanto riguarda i viaggi, cercare di evitare le lunghe distanze, o almeno viaggiare in posti remoti soltanto quando davvero ne vale la pena. E’ dura da accettare, ma anche se scegliete un resort green, vegano, con la raccolta differenziata e i pannelli solari, un viaggio alle Maldive contribuisce in maniera sostanziale al riscaldamento globale… e dunque, nel lungo periodo, anche a far sprofondare questi splendidi atolli. Io adoro viaggiare e vi assicuro che anche per me quello che vi ho raccontato è stato, purtroppo, un boccone molto amaro,
  • Infine, se proprio non possiamo evitare di viaggiare, possiamo considerare di compensare le emissioni associate al nostro viaggio. Questo è un argomento un po’ complesso che vorrei affrontare in un altro post, ma per farla breve, si tratta di finanziare progetti di espansione delle foreste, sostituzione di impianti a fonti fossili con impianti rinnovabili, e così via. La compensazione delle emissioni non è, purtroppo, una soluzione definitiva al problema del cambiamento climatico, ma nel breve periodo è comunque meglio di niente.

Aggiungo un piccolo pensiero: quando facciamo la spesa proviamo a pensare a quale distanza hanno coperto la quinoa, l’avocado, il sale dell’Himalaia e il manzo di Kobe che abbiamo messo nel carrello… Anche se non sono arrivati fino a noi in business class, credo che immaginarli in viaggio per migliaia di km ci aiuterà ad apprezzare di più i prodotti di casa nostra, almeno quando è possibile. 🙂

 

 

 

Riferimenti

[1] Le fonti che ho usato sono l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA), Quattroruote, Ecoscore, cioè un servizio di valutazione delle performance ambientali delle automobili attivo in Belgio, e infine l’Ufficio Australiano di Statistica.

[2] Fonti: Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA), MyClimate.

[3] Fonti: per Italia e Unione Europea il database Eurostat, per la Svizzera il database OECD.

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