Stare a casa… per curare anche il clima?

Buongiorno a tutti! Con il post di oggi vorrei provare a farvi un po’ di compagnia durante l’auto-isolamento e proporvi una riflessione positiva per sollevare un po’ il morale in questi giorni difficili.

Questa volta parliamo di trasporti.

Durante la quarantena molti di noi hanno drasticamente ridotto gli spostamenti: a qualcuno è stato chiesto di lavorare da casa o di interrompere del tutto la propria attività, qualcuno non deve più portare i figli a scuola, probabilmente tutti noi ci spostiamo di meno per gli acquisti e per i viaggi di piacere. Questa vita da reclusi è psicologicamente pesante e molto negativa per l’economia: speriamo tutti di tornare al più presto alla normalità.

Da un punto di vista ambientale, però, questa limitazione forzata dei viaggi e degli spostamenti non è, almeno nell’immediato, una cosa negativa.

Forse non tutti sanno che i trasporti sono responsabili di una parte abbastanza grossa delle emissioni di gas a effetto serra: a livello mondiale circa il 23% del totale delle emissioni nel 2010 [1], a livello di Unione Europea ben il 27% del totale delle emissioni nel 2017 [2].

Il dato più preoccupante, però, è che nei paesi più ricchi, come appunto i paesi membri dell’Unione Europea, mentre le emissioni totali di gas serra delle industrie, delle centrali elettriche e di molti altri rami dell’economia sono diminuite, le emissioni dei trasporti hanno invece continuato ad aumentare. Pensate: tra 1990 e 2017 le emissioni totali  di gas serra nell’Unione Europea sono diminuite del 22%, ma quelle dei trasporti sono cresciute del 28%! [3] Gli spostamenti delle persone e delle merci sono aumentati così tanto che anche la maggiore efficienza dei mezzi di trasporto non è riuscita a tenere il passo.

Ma quali sono i mezzi di trasporto che hanno il maggiore impatto? Nel grafico qui sotto trovate alcuni dati relativi all’Unione Europea [4]: le automobili sono la prima fonte, seguite dagli altri trasporti su strada, dall’aviazione e dai trasporti via mare. Le emissioni dell’aviazione, in particolare, sono più che raddoppiate dal 1990 ad oggi.

Emissioni trasporti

 

La figura qui sopra si riferisce, ovviamente, non solo agli spostamenti delle persone, ma anche ai trasporti di materie prime, prodotti semilavorati e prodotti finiti. E’ impressionate, però, vedere che le automobili, che molto probabilmente trasportano soprattutto persone, fanno da sole quasi la metà del totale delle emissioni dei trasporti!

Purtroppo ridurre le emissioni del settore dei trasporti è una sfida molto difficile. L’uso delle fonti rinnovabili in questo settore è appena agli inizi, anche se alcuni paesi, come la Svezia e la Finlandia, hanno già ottenuto dei buoni risultati. La figura sotto, relativa ai paesi dell’Unione Europea, mostra molto chiaramente come le fonti rinnovabili siano oggi molto più diffuse nella generazione elettrica e nel riscaldamento rispetto ai trasporti. Nella generazione elettrica, in effetti, il contributo delle fonti rinnovabili è superiore al 30%, nel riscaldamento e raffrescamento arriva quasi al 20%… nei trasporti, invece, è fermo intorno a un misero 8%.

Rinnovabili trasporti

L’epidemia di Covid-19 ha costretto molti di noi a sperimentare per la prima volta il telelavoro. Molti incontri internazionali si sono tenuti on-line, diverse riunioni sono state organizzate in teleconferenza, addirittura alcune sessioni del Parlamento Europeo si sono tenute in via telematica.

Se questo nuovo modo di lavorare si affermasse, anche solo per una parte della settimana o per alcune delle riunioni, forse potremmo cominciare a ridurre alcuni degli spostamenti legati al lavoro e dare, finalmente, una bella botta alle emissioni di gas serra causate dai trasporti. Viaggiare di meno sarebbe, in questo caso, anche un modo per risparmiare tempo e traffico, ridurre il rischio di incidenti e, magari, anche rivitalizzare i paesini e le regioni meno connesse, rendendo più facile la vita degli abitanti che dovrebbero altrimenti impazzire per pendolare verso le città.

Covid-19 ci ha costretti a convivere con molte difficoltà inattese, ma ci ha anche dimostrato che abbiamo le tecnologie per condividere informazioni, idee e lavoro senza bisogno di fare km e km in macchina o in aereo… perchè non cogliere il lato buono di questa esperienza?

 

Riferimenti:

[1] La fonte dei dati è il 5° Rapporto IPCC sul cambiamento climatico.

[2] La fonte dei dati è l’Agenzia Europea dell’Ambiente, più precisamente questa pagina.

[3] I dati vengono dal Rapporto della Commissione Europea sullo stato dell’Unione dell’energia e dall’Agenzia Europea dell’Ambiente.

[4] La fonte dei dati è l’Agenzia Europea dell’Ambiente, più precisamente questa pagina.

Un pensiero su “Stare a casa… per curare anche il clima?

  1. Pingback: Emissioni e trasporti: ciascuno di noi può fare la differenza – L'Opzione Verde

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