La signora Maria e la bolletta elettrica: quanto paghiamo? E per cosa?

Il post di oggi è dedicato a una breve esplorazione della bolletta elettrica, una patata bollente che capita a tutti noi ogni due o tre mesi, ma che è interessante conoscere un po’ meglio.  Aprendo le scatole cinesi della bolletta elettrica, infatti, possiamo capire meglio per cosa spendiamo i nostri soldi, perchè il prezzo dell’elettricità cambia nel tempo, su quali voci della bolletta possiamo effettivamente decidere di risparmiare e, soprattutto, come funziona il complicato mondo dell’elettricità.

Questo è un primo passo importante per capire cosa abbiamo già fatto in Italia e nell’Unione Europea per rendere più sostenibile ed efficiente il nostro sistema energetico, e cosa possiamo – e dobbiamo, secondo me – ancora fare.

Ladies and gentlemen, vi presento la signora Maria!

La bolletta elettrica, come quasi tutte le cose che hanno a che fare con conti e contabilità, può essere un argomento veramente, veramente noioso. Per evitare che i poveri lettori di questo blog cadano addormentati sulla tastiera prima della quinta riga, ho pensato di scrivere questo post mettendomi nei panni di una ipotetica signora Maria.

La signora Maria rappresenta tutte le signore – e i signori, naturalmente! – che giorno per giorno vanno a lavorare, si occupano della casa e dei propri cari, si informano sulle notizie di attualità e fanno quadrare come meglio possono il bilancio della propria famiglia, residente in Italia.

La signora Maria e la bolletta dell’elettricità

La signora Maria, che legge il giornale, guarda il tg e ha un profilo sui social network, si è resa conto nel corso degli anni che l’andamento delle bollette dell’elettricità (e del gas, ma di questo parleremo più avanti) conquista regolarmente un piccolo spazio nei notiziari, ogni volta che ARERA, l’autorità di regolazione dei mercati dell’energia, pubblica un aggiornamento delle tariffe regolate. Per qualche giorno se ne discute sui social network, specialmente se l’aggiornamento ha portato a un rialzo dei prezzi… ma poi puff, l’attenzione del web si sposta con leggerezza verso il successivo argomento di attualità. Maria, che ha la testa sulle spalle, vuole vederci chiaro.

Elettricità e gas nel budget delle famiglie

Per prima cosa Maria, che ha un’idea di quanto spende e quanto risparmia ogni mese la sua famiglia, si rende conto che l’elettricità pesa abbastanza poco sul totale delle spese del mese. La spesa media mensile è infatti circa 50 euro, più o meno il 2% di tutte le spese che la famiglia sostiene [1].

Forse è anche per questo che pochi consumatori si soffermano davvero su cosa si nasconde dietro alla cifra finale da pagare, o su quanto realmente paghiamo di più, o di meno, rispetto ai nostri vicini di casa in Europa!

Quanto costa l’elettricità in Italia? E nel resto d’Europa?

La signora Maria legge spesso, sui social network, commenti arrabbiati che sostengono che l’elettricità in Italia è molto più cara rispetto al resto dei paesi europei. Ma è davvero così?

Esplorando i dati di Eurostat, che ho riportato per comodità nella figura qui sotto [2], la signora Maria scopre che, in media, nel 2017 una famiglia italiana ha pagato per l’elettricità circa 21.1 centesimi di euro al kWh. La famiglia della signora Maria, una famiglia “tipo” in Italia, consuma ogni anno circa 2’700 kWh [3], che corrispondono, appunto, a una spesa media mensile di circa 50 euro.

Prezzo_medio_ele_2017

Con un rapido giro di whatsapp con le sue amiche che abitano all’estero – o anche guardando la stessa figura riportata sopra – la signora Maria scopre che la famiglia della sua amica Birgit, che abita in Germania, ha pagato nel 2017 un prezzo più caro per l’elettricità, come pure la sua ex collega Consuelo, che ora abita in Spagna. Birgit e Consuelo hanno pagato, rispettivamente, 30.5 e 22.5 centesimi di euro al kWh. Le sue amiche d’infanzia Mary e Manon, che vivono con le loro famiglie in Inghilterra e in Francia, hanno invece pagato un po’ meno di lei: rispettivamente 18.1 e 17.2 centesimi di euro al kWh.

La signora Maria è tutto sommato abbastanza soddisfatta: il prezzo pagato dalle famiglie italiane è stato, nel 2017, poco inferiore alla media dell’Area Euro, e poco superiore rispetto alla media dell’Unione Europea. Non così male come temeva!

Ma cosa paghiamo, esattamente, con la nostra bolletta?

La signora Maria è in realtà molto precisa, e ci tiene a capire bene per cosa spende i soldi la sua famiglia ogni mese. Per non farle perdere troppo tempo a cercare informazioni, ho realizzato la figura qui sotto, che mostra, per quasi tutti i paesi dell’Unione Europea, le varie voci che costituiscono il prezzo finale dell’elettricità [4].

Composizione_ele_2017

Da questa figura si vede che la bolletta dell’elettricità della signora Maria nel 2017 è servita a pagare quanto segue:

  1. Il costo di produzione dell’elettricità: rappresentato in giallo nella figura, corrisponde grossomodo al costo di produzione del singolo kWh di elettricità da parte delle centrali elettriche [5]. In Italia il costo di produzione dell’elettricità costituisce poco meno del 40% del prezzo finale: nella bolletta della famiglia della signora Maria, questo equivale a circa 20 euro al mese,
  2. Il costo delle reti: rappresentato in azzurro, copre i costi di funzionamento delle reti che portano l’elettricità dalle centrali elettriche alla casa della signora Maria. Il costo delle reti corrisponde in Italia al 19% circa del prezzo finale: per la famiglia della signora Maria, si tratta di circa 9.5 euro al mese,
  3. Gli incentivi alle fonti rinnovabili: rappresentati in verde, servono a favorire lo sviluppo e la diffusione di impianti alimentati con le nuove fonti rinnovabili, come il sole e il vento. La signora Maria, molto informata sull’attualità, sa che queste fonti sono avvantaggiate in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea, perché rispetto alle fonti tradizionali, come il gas e il carbone, generano minori emissioni di gas serra, e quindi ci aiutano a raggiungere gli obiettivi di lotta al cambiamento climatico (ne abbiamo parlato qui e qui). Tutte le famiglie italiane sono chiamate a contribuire. Gli incentivi alle fonti rinnovabili pesano, in Italia, il 22% circa del prezzo finale, cioè circa 11 euro al mese nella bolletta della signora Maria,
  4. Il consumo di elettricità è soggetto, infine, al pagamento dell’IVA e di altre tasse, rappresentate nella figura in rosso e grigio. Il totale delle tasse pesa in Italia per circa il 20% del prezzo finale, cioè 10 euro al mese nella bolletta della signora Maria.

Scoperte che stimolano la curiosità

La signora Maria è piuttosto soddisfatta di aver capito un po’ meglio che cosa paga con la sua bolletta. Come spesso accade, però, questa prima esplorazione le ha fatto venire in mente mille altre domande. Perché i prezzi dell’elettricità sono così diversi nei vari paesi? Quanto cambia, nel tempo, il prezzo dell’elettricità, e perché? Cosa si può fare per spendere un po’ di meno? E non staremo spendendo un po’ troppo per incentivare le nuove fonti rinnovabili?

Una cosa alla volta: proveremo a rispondere a queste domande nelle prossime puntate!

 

 

[1] Per ricostruire questo numero ho usato i dati di ISTAT sulla spesa media per consumi delle famiglie italiane per il 2017. Potete accedere a questi dati qui: http://dati.istat.it/

[2] Ho realizzato la figura usando questi dati di Eurostat:
http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=nrg_pc_204&lang=en

[3] Questa informazione è fornita da ARERA, il regolatore dei mercati dell’elettricità e del gas in Italia: https://www.arera.it/it/elettricita/prezzirif.htm

[4] Per realizzare questa figura ho utilizzato i dati Eurostat già citati per l’anno 2017 e le informazioni sulla composizione del prezzo finale dell’elettricità riportate da ACER, l’Agenzia Europea che coordina il lavoro dei regolatori dell’energia nell’Unione Europea, a pagina 16 del suo rapporto annuale di monitoraggio dei mercati al dettaglio per l’anno 2017. Il rapporto si trova qui:
https://acer.europa.eu/Official_documents/Acts_of_the_Agency/Publication/ACER%20Market%20Monitoring%20Report%202016%20-%20ELECTRICITY%20AND%20GAS%20RETAIL%20MARKETS.pdf

[5] Questo argomento sarà approfondito a breve in un post dedicato.

3 pensieri su “La signora Maria e la bolletta elettrica: quanto paghiamo? E per cosa?

  1. Ottimo articolo e, soprattutto, estremamente chiaro su un argomento sempre un po’ fumoso per il consumatore medio di energia elettrica, come me. Anch’io ho sempre creduto ad esempio che in Italia l’energia elettrica fosse più cara (e che fosse questo, ad esempio, il motivo per cui le cucine sono quasi sempre a gas, a differenza ad esempio della Svizzera). Sono curiosa di leggere le prossime “puntate”!

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  2. Ciao Cristina! In effetti in passato l’elettricità è stata più cara che in altri paesi, tra cui la Svizzera. In Italia, poi, si usa molto il gas per generare elettricità, quindi saltare un passaggio e usare direttamente il gas per cucinare è piuttosto efficiente, almeno per ora. E’ un mondo molto interessante, anche se un po’ complicato! 🙂

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  3. Pingback: Bollette elettriche piene di tasse e balzelli? La signora Maria vuole vederci chiaro… – L'Opzione Verde

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